Urgenza dell'intervento rispetto al bisogno
Con la legge 28 febbraio 1986 n. 41, art. 32 è stato introdotto l'obbligo di adozione da parte degli Enti Pubblici di un Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche, il cosiddetto P.E.B.A. esso Prevede l'analisi della situazione dell'accessibilità a livello urbano ed edilizio, con il rilievo delle barriere presenti in edifici e percorsi urbani; l'individuazione delle possibili soluzioni con stima di massima dei costi, configurando in tal modo la fase preliminare della progettazione di lavori di lavori pubblici, ai sensi della normativa vigente in materia; la definizione di esigenze prioritarie, consentendo una programmazione degli interventi collegati il più possibile con quelli previsti in altri ambiti di competenza.
Tuttavia è possibile supporre che a tutt'oggi molti Enti Pubblici non siano provvisti di un P.E.B.A. aggiornato e, qualora esista, esso non sia stato poi applicato integralmente e correttamente.
Tale ipotesi trova suffragio da alcuni elementi:
- tre convegni organizzati dalla Regione Veneto nell'arco di circa undici mesi per sensibilizzare e sollecitare le Amministrazioni inadempienti;
- i continui solleciti della Regione Veneto alle Amministrazioni Comunali rispetto alla destinazione dei proventi derivanti dagli oneri di urbanizzazione e dalle sanzioni edilizie, finalizzati all'eliminazione delle Barriere Architettoniche (L.R. 30/08/93 n. 41, art. 7)
- la verifica delle pagine web dei Comuni, dove quasi nessuno ha dedicato uno spazio al PEBA, nè lo indica come progetto futuro;
- l'esperienza su campo nei trasferimenti ed accompagnamento delle persone con disabilità.
Le cause di tale situazione sono molteplici e legate tra loro, rientrando in una generale carenza di natura culturale e tecnica:
- insufficiente conoscenza della normativa in materia di abbattimento delle barriere architettoniche e progettazione accessibile da parte di amministratori pubblici e tecnici;
- scarsa attenzione nei confronti del tema della mobilità in generale, e quindi dell'arredo urbano e adeguamento alle condizioni di fruibilità per tutti;
- carenza della normativa di riferimento per lo strumento PEBA, e suo inadeguato livello di specificazione;
- difficoltà nell'interpretazione della complessa normativa in materia di eliminazione delle barriere architettoniche e di criteri di accessibilità;
- carenza nella letteratura di esempi significativi di PEBA operativi;
- incompletezza della normativa rispetto alle diverse disabilità.