Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare
Sezione di Padova
UILDM sezione di Padova - Liberi di essere felici -


Prima fase: l'indagine

Introduzione

La prima fase in cui si è concretizzato il progetto “Architettare Partecipando” finanziato dal CSV è consistita  nell’elaborazione di un questionario da inviare successivamente a tutti i Comuni della Provincia di Padova i cui scopi erano principalmente tre:

  • indagare il livello di conoscenza da parte delle amministrazioni comunali del P.E.B.A. (Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche)
  • sapere se e in che modo il singolo comune  si è attivato negli ultimi anni per l’abbattimento delle barriere architettoniche nel proprio territorio
  • sondare la sensibilità dei Comuni della Provincia su questo tema.

Conoscendo la situazione in cui si trovano costantemente i piccoli comuni della provincia a causa della scarsità di personale rapportato all’enorme quantità di pratiche da assolvere, la struttura del Questionario è stata pensata per permettere una compilazione veloce e minimamente impegnativa; si sono quindi elaborate domande a cui fosse immediato rispondere e per le quali non fosse necessario interpellare più di un soggetto.
Ne è risultato un questionario di 15 domande in tutto la cui risposta poteva essere positiva o negativa; nel caso di risposta multipla  si offrivano diverse possibilità . Non si richiedeva quindi di elaborare frasi o concetti ma semplicemente di barrare delle caselle.
Al questionario è stata allegata una lettera di presentazione in cui si spiegava il progetto e i suoi obiettivi.

La scarsissima sollecitudine con cui i Comuni hanno risposto ha richiesto l’invio di più copie del medesimo questionario.
Una prima copia del questionario, in forma cartacea, è stata inviata per posta  ai Sindaci dei diversi Comuni proponendo un termine di 30 gg entro cui rispondere. A questo primo invito le risposte furono meno di una decina! Trascorsi due mesi è stata inviata una seconda copia del  questionario , sempre corredato dalla lettera di presentazione, stavolta in forma elettronica via e-mail agli indirizzi di posta elettronica trovati nel sito internet della Provincia. Questo secondo tentativo non ha sortito alcun effetto.
A questo punto, avendo ricevuto un numero di risposte ancora troppo basso per poter formulare una qualsiasi tesi sui risultati ottenuti, si è deciso di contattare telefonicamente ogni singolo Comune chiedendo di parlare personalmente con un tecnico del settore Lavori pubblici – a cui presumibilmente spettava  la compilazione del questionario - per spiegare brevemente lo scopo del progetto e sollecitare quindi una risposta.
La maggior parte dei tecnici contattati ha sostenuto di non aver mai avuto una copia del questionario e quindi è stato chiesto ad ognuno di essi quale poteva essere la formula migliore per il recepimento del questionario stesso ottenendo un nuovo elenco di  indirizzi e-mail e numeri di fax a cui inviare una nuova copia.  Il contatto telefonico è stato molto interessante perché ci ha permesso di fare un, sebbene superficiale, primo sondaggio sull’interesse che il tema suscita nelle diverse amministrazioni.
E’ stata quindi inviata una terza copia del questionario ai nuovi indirizzi dateci dai tecnici comunali sentiti telefonicamente.
Riassumendo, In totale sono stati inviati 104 questionari in tre copie successive, uno ai Sindaci, uno agli Uffici Relazioni con il Pubblico, uno ai singoli uffici tecnici comunali.


I risultati

Dopo questa nuova sollecitazione le risposte sono state più solerti, tuttavia non si è raggiunto l’obiettivo prefissato di 50 risposte che corrisponderebbe alla metà degli intervistati e ci avrebbe permesso di creare una base statistica su cui elaborare le fasi successive del progetto.
Solamente 38 Comuni su 104 totali hanno risposto al questionario e questo rappresenta già un primo indice dello scarso interesse che il tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche suscita. Tuttavia dato che le risposte sono  ben distribuite nel territorio provinciale, si possono ugualmente fare delle considerazioni sulla base dei seppur pochi risultati ottenuti.

Come abbiamo detto, la prima parte delle domande riguardavano espressamente il P.E.B.A.. Dalle risposte è risultato che quasi la metà dei comuni rispondenti sono stati scarsamente informati riguardo alla legge istitutiva del P.E.B.A. e 17 Comuni su 38 dicono di non aver ricevuto le “Linee guida per la redazione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche” redatte nel 2003 a cura del Centro di Documentazione sulle Barriere architettoniche. Come si presupponeva, scarse sono state le risposte positive alla domanda “il vostro comune ha redatto il PEBA?” Dieci comuni su 38 hanno redatto il PEBA ma questo dato andrebbe esaminato più a fondo per verificare se oltre alla redazione è seguita l’effettiva realizzazione delle opere e in che modo.

Di questi 10 solo 4 dicono di aver usato le Linee guida e dalle domande successive emerge  l’eccessiva laboriosità del metodo proposto (anche se il fine era proprio quello di agevolare i Comuni nella redazione del piano stesso) ma anche la difficoltà, da parte degli uffici tecnici, di reperire le risorse umane da dedicare alla redazione del piano.
 
La seconda parte delle domande riguardava più espressamente l’abbattimento delle barriere.
Il dato interessante è che la quasi totalità dei Comuni sostiene di aver  effettuato interventi di abbattimento di barriere prevalentemente riguardanti l’edilizia scolastica e l’arredo urbano ma evidentemente questi interventi non facevano parte di una organica previsione progettuale ma hanno riguardato problemi puntuali, emersi grazie a specifiche richieste da parte dei cittadini, a cui l’amministrazione non ha potuto sottrarsi. Siamo consapevoli che quanto appena sostenuto contrasta con il dato rilevato dalla risposta alla domanda 13 che espressamente tratta tale questione ma riteniamo che tale dato non rispecchi pienamente la realtà.
Le ultime due domande hanno un peso rilevante in quanto attestano la difficoltà da parte dei Comuni nell’ affrontare il problema delle barriere architettoniche. 21 comuni su 38 infatti si sono rivolti a professionisti esterni per la progettazione di tali interventi e solo 9 hanno ritenuta opportuna la consulenza di Associazioni di disabili.    Ciò è purtroppo sintomo della scarsa considerazione di cui godono le persone con disabilità nell’ambito della progettazione e realizzazione di opere che sono principalmente rivolte a loro ma coinvolgono tutta la collettività.

Nelle pagine seguenti vengono riportati alcuni diagrammi esemplificativi dei dati raccolti, in riferimento alle singole domande poste dal questionario. A seguire, un diagramma riassuntivo e una piantina della Provincia di Padova con indicati in rosso i Comuni che hanno risposto e in verde quelli che non hanno risposto al questionario.

Attività collaterali

Oltre all’invio dei suddetti questionari, i progetto è stato portato avanti anche attraverso alcune attività collaterali che sono state: la scelta e la realizzazione del logo del progetto; la realizzazione di un opuscolo informativo e di un manifesto riportanti il logo del progetto da utilizzare in tutte le manifestazioni a cui partecipa la UILDM.
Infine è in costruzione un nuovo sito internet della UILDM Sezione di Padova (www.uildmpadova.it) con una sezione particolare dedicata al Progetto che avrà come fine, oltre all’informazione, la raccolta di testimonianze di persone diversamente abili sul tema dell’abbattimento barriere nel territorio in cui vivono.
L’attività promozionale sinora svolta ha fatto si che alcune realtà associative del territorio comunale ci contattassero per una consulenza in materia di barriere architettoniche. Con le stesse abbiamo organizzato degli incontri informativi/formativi, dai quali è emerso il bisogno di una parte terza per interloquire con le amministrazioni locali.

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