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Il Saint Martin e l'importanza della comunitàL’ultima settimana della nostra permanenza in Kenya l’abbiamo trascorsa a Nyahururu presso il Saint Martin Centre. Il saint martin nasce dalle persone, Il Saint Martin è un’organizzazione d’ispirazione religiosa che opera cercando di coinvolgere l’intera comunità. Tutti i progetti partono dalle comunità cristiane e sono gestiti da comitati che le rappresentano. In questo modo è la comunità stessa che si fa carico dei bisogni dei suoi membri attraverso i mezzi di cui dispone. La comunità viene infatti stimolata, formata, incoraggiata e sostenuta affinché si prenda cura dei suoi soggetti più vulnerabili e cerchi, al suo interno, di trovare le soluzioni più adeguate. Tutto questo è reso possibile grazie al servizio gratuito di più di 600 volontari che, sparsi sul territorio, mettono a disposizione tempo, risorse, esperienza e formazione. Gran parte del tempo, in questa ultima settimana, l’abbiamo trascorso assieme a Luca, fisioterapista italiano, che con la sua famiglia, ha deciso di vivere e lavorare qui, per un paio d’anni. Luca con la sua grande professionalità, ma soprattutto con la sua freschezza e la sua gioia, tutti i giorni, ci ha scarrozzato con la jeep, assieme a volontari del centro, istruiti all’attività rieducativa, fino a raggiungere posti lontanissimi e affascinanti. Lì lo aspettava sempre qualcuno (volontari del St. Martin) che organizzava in luoghi insoliti (capanne, chiese, prati…), delle visite per valutazioni, controlli o consulenze su persone, soprattutto bambini, portatori di handicap, per lo più gravi. Venivano raccolti i dati della persona e distribuiti consigli alla famiglia su come operare per affrontare la patologia, anche con l’aiuto di ausili costituiti da materiale povero cercando di utilizzare le risorse che si possono facilmente trovare (legno, cuoio, pelli, pezzi di biciclette vecchie…). Alle volte, la parte più difficile del lavoro era riuscire a trovare il villaggio, la capanna, spesso ubicate in luoghi sperduti e senza punti di riferimento. Abbiamo potuto vedere persone con svariate e insolite patologie: paralisi cerebrali infantili, poliomielite, esiti molto gravi da ustione, distrofia muscolare, malformazioni congenite, tumori, amputazioni, osteomieliti. L’obiettivo del progetto, vista l’impossibilità di impostare un trattamento riabilitativo costante nel tempo, è quello di dare alla comunità di appartenenza, la formazione e gli strumenti per occuparsi della persona disabile. Importante per il St. Martin è garantire la formazione dei fisioterapisti locali. Per questo motivo il sabato mattina era riservato all’insegnamento e in alcune di queste giornate ci è stato chiesto, come attività di formazione UILDM sezione di Padova, di illustrare le patologie neuromuscolari attraverso una parte teorica e una più ampia e molto apprezzata parte pratica, nella quale i terapisti locali si sono ben applicati e interessati. Abbiamo conosciuto persone straordinarie che vivono la loro vita esclusivamente per essere al servizio degli altri, gratuitamente, e persone povere che amano la vita solo perché è bella. “How are you?...” ovvero “Come stai? Questa era la domanda che facevamo quando incontravamo tutte le persone… “Very Fine Thank you” ovvero “Molto bene grazie” . Questo è quello che ci sentivamo rispondere sempre….anche da persone veramente disperate, ammalate, o con dolori o situazioni personali o familiari allucinanti. Torniamo a casa con questo grande insegnamento ringraziando e salutando Sr. Stefana, Sr. Norberta, K’ngori, David, Blessi, Susan, Tabida, Luca Laura e i loro meravigliosi figli, Claudia, Laura, Don Gabriele, Don Raffaele, Don Mariano, Sr. Ida….tutti gli altri, e soprattutto Peter. |
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